Giuseppe Sapino - Il blog - Studio Tecnico Geometri Sapino Giuseppe e Pederzani Fabio

Vai ai contenuti

- Se il cambio di residenza avviene in ritardo si perdono le agevolazioni "prima casa"

Studio Tecnico Geometri Sapino Giuseppe e Pederzani Fabio
Pubblicato da in - Compravendita immobili ·
Con la sentenza n. 11614 del 15 maggio 2013 la Corte di Cassazione ha stabilito che   non spetta alcun beneficio "prima casa" al contribuente che, dopo l'atto di acquisto, non stabilisce la residenza nel Comune dove si trova l'immobile,



Nel caso in esame, il contribuente aveva presentato al Comune regolare richiesta di residenza entro i tempi stabiliti dalla normativa.   

L'istanza veniva inizialmente respinta dal Comune e poi accolta successivamente, quando ormai era decorso l'anno dalla data del rogito (oggi il termine è di 18 mesi).

Il contribuente ricorreva con successo contro il Fisco che gli aveva notificato un avviso di liquidazione per il recupero dei benefici indebitamente fruiti, producendo in giudizio varia documentazione (contratto dell'energia elettrica, del gas e della tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) per attestare l'effettiva residenza.

L'ente impositore proponeva il ricorso che viene accolto dalla Cassazione, riconfermando il consolidato principio secondo cui nessuna agevolazione fiscale "prima casa" compete se il contribuente non stabilisce la residenza nel Comune dove si trova l'immobile entro un anno dalla stipula del contratto d'acquisto (oggi 18 mesi).

Ai fini del beneficio non rileva neppure l'intestazione delle utenze, perché ciò che conta è l'effettiva utilizzazione dell'immobile come residenza nei previsti termini di Legge.
La stipula dei contratti dell'energia elettrica, del gas e della denunzia ai fini della tassa sulla spazzatura è necessaria anche per soggetti non residenti e non dimostra affatto l'effettivo trasferimento della residenza, neanche nel senso di fissazione della propria dimora abituale nell'immobile acquistato.




Nessun commento

Torna ai contenuti